{"id":20546,"date":"2020-05-08T09:47:04","date_gmt":"2020-05-08T07:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/?page_id=20546"},"modified":"2023-10-24T15:45:51","modified_gmt":"2023-10-24T13:45:51","slug":"editorial","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/editorial\/","title":{"rendered":"Editorial"},"content":{"rendered":"<p><strong>Estote parati\u2026ricordando Antigone<\/strong><\/p>\n<p><em>di Antonio Amato<\/em><\/p>\n<p>La notissima locuzione latina, che riecheggia nel Vangelo di Matteo laddove si ammonisce essere imperscrutabile all\u2019uomo l\u2019ora nella quale il Figlio dell\u2019Uomo verr\u00e0, rammenta l\u2019imperativa necessit\u00e0 di farsi trovare preparati di fronte ad eventi ipotizzabili ma ai quali non \u00e8 possibile attribuire una esatta collocazione cronologica. Il 31 gennaio u.s., dopo l\u2019accertamento dei primi due casi italiani di Covid-19 (i due famosi turisti cinesi che alloggiavano presso un hotel della Capitale), il Governo del nostro Paese dichiarava &#8211; mutando il modo imperativo in indicativo presente \u2013 \u201cNiente panico, siamo preparati\u201d.<\/p>\n<p>Prendendo a prestito il linguaggio militare, che cos\u00ec largamente verr\u00e0 utilizzato dai mezzi di informazione nelle settimane successive per tratteggiare descrizioni da scenario bellico, quali \u201cforze amate\u201d poteva schierare il nostro Paese per fronteggiare un&#8217;epidemia con la tranquilla sicurezza di chi possiede strategie collaudate e particolareggiati piani di difesa?<\/p>\n<p>I dati macroeconomici mostrano che in Italia nell&#8217;ultima decade, a differenza di Germania, Olanda e Spagna, la percentuale della spesa sanitaria sul totale della spesa pubblica si \u00e8 costantemente ridotta e che la percentuale rispetto al PIL ha evidenziato anch\u2019essa una flessione progressiva scendendo sino al 6.8% nel 2018 (superiore solo a Grecia, Portogallo e Spagna e inferiore alla media UE del 7.9%). La spesa sanitaria pro capite ci vede posizionati dopo Usa, Canada, Francia, UK, Germania e Giappone, con una crescita costante delle spese non rimborsabili a carico delle famiglie (out of pocket) che hanno raggiunto il 24%, contro una media UE del 16%. Un gap con gli altri Paesi occidentali la cui traduzione in indicatori strutturali ci restituisce un panorama poco confortante: abbiamo 3.2 posti letto ospedalieri ogni 1.000 abitanti contro i 6 della Francia, gli 8 della Germania, i 13 del Giappone, secondo i dati OCSE 2017 siamo al 19\u00b0 posto su 23 paesi europei in quanto a posti letto di terapia intensiva, la residenzialit\u00e0 per anziani dispone di 18.6 letti per mille anziani contro i 54 della Germania, gli infermieri sono 5,8 ogni 1.000 abitanti contro i 7,8 del Regno Unito, i 10 della Francia e i 13 del Giappone. E si fa solo cenno alla desertificazione delle corsie dopo anni di blocco del turn-over, all\u2019et\u00e0 media elevata della classe medica, alla vetust\u00e0 delle strutture ospedaliere il 63% delle quali ha superato i 40 anni, alla obsolescenza delle dotazioni tecnologiche, all\u2019ipertrofia burocratica \u2013 amministrativa, ai limiti organizzativi e di mezzi della medicina territoriale. Il tutto inserito nella cornice di una distribuzione geografica a macchia di leopardo tanto per densit\u00e0 quanto per qualit\u00e0 dei servizi.<\/p>\n<p>Un lungo elenco di segno negativo che rende conto della debolezza strutturale del sistema sanitario, evolutasi nel panorama di un declino economico nazionale, con dinamiche analoghe a quelle di altri comparti strategici quali la ricerca scientifica, l\u2019istruzione, i trasporti. Date queste premesse, ritenersi parati di fronte al rischio di una guerra pandemica scatenata da un avversario mai incontrato prima, del quale i servizi di informazione posseggono notizie lacunose circa le potenzialit\u00e0 e le modalit\u00e0 offensive, contro il quale non disponiamo di armi d\u2019attacco intelligenti e mirate ma possiamo attivare solo sistemi tradizionali di difesa per arginarne il dilagare e tenerlo a distanza (salvo scoprire che la loro produzione nazionale \u00e8 totalmente insufficiente), ricorda inevitabilmente altri precedenti non esaltanti della storia patria.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, occorrerebbe gi\u00e0 riuscire a spiegare come, in tempi ordinari, una quantit\u00e0 di risorse inadeguata inserita in un processore datato produca un output che garantisce al nostro Paese un\u2019aspettativa di vita superiore di due anni alla media UE, un&#8217;elevata efficacia nell\u2019evitare morti premature con uno dei livelli pi\u00f9 bassi in Europa di cause di mortalit\u00e0 prevenibili (secondo posto) e trattabili (quarto posto), riuscendo nel contempo a preservare il carattere universalistico del sistema. Figuriamoci produrre un modello interpretativo che con la forza della logica desuma per inferenza come il sistema abbia potuto resistere ad uno tsunami epocale, esibendo curve di crescita dell\u2019epidemia e numero di decessi analoghi a quelli degli altri Paesi occidentali con la sola eccezione positiva della Germania. Un esercizio esegetico che, peraltro, si muove in un contesto culturale generale che, nell\u2019epoca dell\u2019intelligenza artificiale e della interconnessione digitale, presenta invece stimmate non significativamente diverse rispetto alle grandi epidemie dei secoli passati. Un deragliamento della ragione che Umberto Eco, analizzando la descrizione manzoniana di quella che diventer\u00e0 la peste letterariamente pi\u00f9 famosa, aveva definito come un processo di \u201cteratologia semiosica\u201d, cio\u00e8 una falsificazione e distorsione di significanti e sostituzione di significati. <em>\u201cIn principio dunque non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo\u201d<\/em>: abbiamo ancora nelle orecchie le voci rassicuranti che dai tavoli dei governi e dalle cattedre dell\u2019accademia, passando per selve di microfoni in trepidante attesa, avvolgevano il pianeta in un rassicurante \u201c\u00e8 solo un\u2019influenza\u201d. Poi, mentre le cifre del contagio si gonfiavano, sempre di influenza si trattava ma un po\u2019 pi\u00f9 \u201cvirulenta\u201d rispetto al solito: <em>\u201cPoi, febbri pestilenziali: l\u2019idea s\u2019annette per isbieco un aggettivo\u201d<\/em>. E Ludovico Settala, il protofisico che per primo diagnostica la vera natura di questa <em>\u201cstrana malattia\u201d<\/em> e per questo rischia il linciaggio passando per un nemico della patria, nella versione odierna ha gli occhi a mandorla di uno sconosciuto ricercatore cinese che, come il suo predecessore milanese, sar\u00e0 a sua volta vittima anch\u2019egli della censura e del contagio. L\u2019analogia prosegue agilmente laddove si prenda in considerazione la moltiplicazione di editti e ordinanze in un dedalo di gerarchie normative. Anche la comunicazione scientifica ha conosciuto i suoi cortocircuiti, in un rincorrersi e amplificarsi di breaking news su ipotesi patogenetiche e presunte terapie efficaci, generando un overload informativo che \u00e8 ormai la cifra dei nostri tempi. \u00c9 emersa con evidenza quella che in termini epistemologici potrebbe definirsi l\u2019intrinseca debolezza di ogni metodo induttivo: quanti casi particolari sono necessari per giungere alla formulazione di una legge generale? O, per dirla con Eco in termini retorici, quanta consistenza deve raggiungere una parte onde poter rappresentare per sineddoche il tutto? La crescita esponenziale del contagio e l\u2019urgenza di una risposta ha messo in ombra il principio di fallibilit\u00e0, che \u00e8 cardine della conoscenza scientifica: ogni ipotesi necessita di una validazione sperimentale metodologicamente corretta, in difetto della quale va rigettata. Con l&#8217;onesta intellettuale di trasmettere quello che si conosce e ammettere quello che ancora non si \u00e8 indagato a sufficienza.<\/p>\n<p>In coda a queste riflessioni, non mi pare asserzione iperbolica sostenere che, date le premesse e il contesto, se i dati epidemiologici sono in costante miglioramento, se il numero dei guariti \u00e8 in costante aumento, se il Paese adesso prova a ripartire, larga parte del merito vada riconosciuto al software del sistema. Alla abnegazione, alla flessibilit\u00e0, alla generosit\u00e0, alla disponibilit\u00e0 al cambiamento in tempi brevissimi che con fatica immaginiamo riproducibile in altri segmenti della vita nazionale, all\u2019intuito clinico e alla capacit\u00e0 critica quando manca il supporto di evidenze scientifiche forti e raccomandazioni condivise, all\u2019<em>humanita<\/em>s quale declinazione concreta dell\u2019 <em>\u201chumani nihil a me alienum puto\u201d<\/em> di terenziana memoria, insomma al patrimonio di esperienza e di competenze professionali e umane che gli operatori sanitari hanno saputo mettere in campo.<\/p>\n<p>Un impegno molto spesso gratuito nei modi, in quanto frequentemente esuberante ogni obbligo istituzionale, non nel prezzo da pagare in termini di tensione emotiva, fatica fisica, carico psicologico, paura per s\u00e9 stessi e timore di essere fonte involontaria di contagio per i propri cari. Un prezzo irragionevole e inaccettabile se contiamo il numero di decessi e contagi dovuti a ragioni professionali. Eventi non imputabili &#8211; in troppi casi &#8211; alle algide leggi della probabilit\u00e0 che governano il bios ma, riprendendo il gergo militare, alle lacune nell\u2019organizzazione della linea difensiva con direttive contraddittorie e confuse piuttosto che all\u2019inadeguatezza dell\u2019equipaggiamento, con armature non disponibili, di fortuna o inadatte alla situazione.<\/p>\n<p>A loro, a quanti hanno pagato la dedizione assistenziale con la vita, vorrei dedicare le parole di <strong>Rossana Levati<\/strong>, docente di Latino e Greco presso l&#8217;Istituto di Istruzione Superiore &#8220;V. Alfieri&#8221; di Asti, che ringrazio profondamente per la gentile autorizzazione. Si tratta di una rivisitazione illuminante della tragedia di Sofocle, una ricostruzione del dialogo fra Creonte e Antigone nel quale la figlia di Edipo contesta il decreto del tiranno che le impedisce di dare sepoltura al fratello Polinice morto in battaglia, come invece la legge naturale le impone. Con straordinaria sensibilit\u00e0, la tensione etica che informa il rapporto fra <em>pietas<\/em> e <em>nomos<\/em> viene rielaborata alla luce delle attuali contingenze, continuando ad essere continua fonte di riflessione e di ispirazione.<\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Dico a te, che tieni il volto abbassato: ammetti o neghi di aver compiuto queste azioni?<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Lo ammetto, non lo nego: sono stata io<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Dimmi dunque: non eri al corrente del decreto?<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Certo, era pubblico: come potevo ignorarlo?<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>E allora, disgraziata, come ti sei permessa di violare la legge?<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Non c\u2019\u00e8 giustizia alcuna nella tua legge, per questo l\u2019ho violata. Tu lo devi sapere, che essere uomini \u00e8 pi\u00f9 grande dei tuoi decreti, che l\u2019umanit\u00e0 ha le sue leggi non scritte, che vivono da sempre, che ci accompagnano da sempre. Sei tu che le ignori, non io.<br \/>\nQuanto a me, so bene di essere una creatura mortale, e nessun decreto pu\u00f2 cambiare questo fatto e trattenermi in vita, oltre il mio tempo.<br \/>\nE se dovr\u00f2 morire prima del tempo, sar\u00e0 un guadagno. Sarebbe stato un dolore peggiore se avessi dimenticato la mia umanit\u00e0. E se ti sembro folle, guarda in te stesso: forse la mia follia \u00e8 la risposta alla tua.<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Arrogante sei, ed ostinata. Ti elencher\u00f2 i delitti, perch\u00e9 sia chiaro a chi ascolta quante regole hai trasgredito e quanto \u00e8 giusta la tua punizione.<br \/>\nTestimoni ti hanno vista avvicinarti al corpo di tuo fratello, e toccargli le mani. E il viso, pure quello gli hai toccato, e hai abbracciato il cadavere e l\u2019hai accompagnato al funerale: era proibito, lo sai!<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Non potevo lasciarlo andare via cos\u00ec, senza un ultimo abbraccio, da solo, nel silenzio. Quale gloria migliore che racchiudere mio fratello nel sepolcro dopo avergli toccato le mani? Quale gesto migliore che non permettere che andasse nell\u2019aldil\u00e0 senza un mio saluto e senza me al suo fianco?<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Taci! Hai contaminato la citt\u00e0 con le tue mani, mentre il mio decreto la vuole preservare.<br \/>\nCon quelle mani empie hai portato il contagio di casa in casa; ti hanno visto aggirarti nell\u2019agor\u00e0, parlare con gli anziani senza protezione alcuna: era proibito! Non hai coperto la tua bocca col velo, come stabiliva la legge!<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>S\u00ec, ho tolto il velo per salutare una vecchia parente\u2026\u00e8 sorda, non poteva ascoltarmi, ma ha potuto leggere il mio messaggio d\u2019amore per lei sulle labbra. La solitudine del cuore uccide tanto quanto questa malattia che ci ha invaso\u2026 Non potevo voltarmi dall\u2019altro lato n\u00e9 salutarla da lontano con gesto furtivo della mano, come impone questa tua legge\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>La sentite? Si vanta di aver trasgredito il mio decreto\u2026se ne fa una ragione! Sei ostinata come tuo padre Edipo. Non sai cedere ai mali. N\u00e9 sai obbedire a chi \u00e8 pi\u00f9 in alto di te. Ma ti spezzerai, come gli oggetti che vanno in frantumi\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Tutto \u00e8 in frantumi Creonte, la nostra vita, e quel che \u00e8 peggio, la nostra umanit\u00e0. Ci sono pi\u00f9 cose nel cuore dell\u2019uomo di quelle che tu vuoi definire con i tuoi decreti. Cose che dobbiamo fare per tutti, e soprattutto per chi amiamo.<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Piccola arrogante superba! Ora aggiungi insulto a insulto e ti compiaci della tua infamia, deridendo la legge. Ti hanno visto entrare nelle case, portare il tuo fiato contaminato agli altri cittadini, a mio figlio\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Emone \u00e8 il mio\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>No! Emone non \u00e8 di nessuno, appartiene alla citt\u00e0, come tutti noi! Questa \u00e8 l\u2019unica legge ora! Preservare la citt\u00e0, garantire la sopravvivenza. E tu, serpe che vivi nella mia casa, vipera funesta, hai scelto di stare con i morti, non con i vivi!<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Io non sono nata per l\u2019odio, ma per l\u2019amore. E anche tu Creonte, anche se lo neghi. Non puoi trasformare la citt\u00e0 in un deserto, perch\u00e9 questo stai facendo. Pensi alla sicurezza di tutti e all\u2019amore di nessuno, distruggi famiglie, affetti, come se ognuno di noi fosse solo al mondo! E la morte \u00e8 al nostro fianco, non si fermer\u00e0 per i tuoi decreti ma forse la fermer\u00e0 la piet\u00e0 di qualcuno\u2026.<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Fate tacere questa pazza! Taci, disgraziata! Lo sai che il contagio si aggira sottile di casa in casa, passa di corpo in corpo, si diffonde tra i corpi dei vivi e li trasforma in morti! Questa donna non si \u00e8 preoccupata di isolarsi, lei, la superba, l\u2019infallibile, la superiore a tutti, ha continuato a girare per la citt\u00e0, senza motivo di pubblica utilit\u00e0, ma per il suo personale e stolto bisogno di cercare un pubblico a cui mostrare le sue virt\u00f9! Infame! E quando nell\u2019agor\u00e0 vedesti un\u2019anziana donna cadere, schiacciata dal peso degli anni, mentre tutti l\u2019hanno giustamente lasciata in terra per evitare il contagio, tu la soccorresti, ti avvicinasti a rialzarla con le tue mani empie\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Era la mia vicina, abitava presso la casa di mio padre da molti anni. Da piccola giocavo sulle sue ginocchia quando mia madre Giocasta si perdeva nei pensieri, nei dubbi, nei deliri. Lei c\u2019era per me, in quei giorni cupi. Ma se anche fosse stata una sconosciuta, l\u2019avrei fatto ugualmente\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Sentite questa cagna come si vanta! E\u2019 intollerabile. E altri testimoni ti hanno vista compiere un gesto ancora pi\u00f9 nefasto, con quelle stesse mani con cui hai abbracciato il cadavere di tuo fratello, con quello stesso corpo con cui lo hai accompagnato alla tomba! Infame! Hai toccato le mani dei cittadini con quelle tue mani empie, hai distribuito saluti a chi conoscevi da tempo, e anche a chi non conoscevi, mentre proprio di loro dovevi prenderti cura e preservarli dalla morte\u2026 Sei andata a cercare la tua nutrice e l\u2019hai abbracciata a lungo: ti hanno vista, non lo puoi negare.<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Non lo nego infatti, l\u2019ho fatto e ne sono fiera\u2026.E\u2019 sola al mondo, non vede pi\u00f9 nessuno da tempo, non ha figli nella sua casa, n\u00e9 nipoti. Ripiegata su se stessa, attende la morte nel silenzio e io ho voluto spezzare dolore e solitudine. Nulla di quello che ordini appare giusto ai miei occhi. E tutti sarebbero d\u2019accordo con me, e lo direbbero, se non avessero paura, paura di te e di questa morte che ci circonda, che vogliono nascondere, sconfiggere\u2026Ma mentre tu scrivi le leggi, il nostro cuore si svuota. Alla fine di tutto, come potremo ridare i saluti che abbiamo negato, chi conter\u00e0 i baci perduti, gli abbracci mancati alle sorelle, ai fratelli, ai parenti, agli amanti? Se oggi li perderemo senza dir loro una parola, questo vuoto si dilater\u00e0 dentro di noi\u2026.<\/em><\/p>\n<p><strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Tu, pazza, tu vuoti la citt\u00e0, con i tuoi comportamenti empi. Tu non hai piet\u00e0 di nessuno, mentre ti riempi la bocca di parole d\u2019amore. Portatela via! Chiudetela in una stanza da cui non possa pi\u00f9 uscire, fino alla fine di questo funesto delirio!<\/em><\/p>\n<p><strong>ANTIGONE<\/strong><br \/>\n<em>Un\u2019altra vita \u00e8 possibile, Creonte, ma non lo vuoi vedere. Tu stesso non sai che destino ci attende, come nessuno di noi. E le tue leggi sono solo leggi, ma la vita non la puoi definire, fermare, limitare\u2026la vita \u00e8 vita, che scorre e che si nutre di amore\u2026<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>CREONTE<\/strong><br \/>\n<em>Via, via! Portatela via dalla mia vista! Che nessuno ascolti le sue parole empie\u2026Tu sei un pericolo per la nostra salvezza, per i tuoi cari, per l\u2019intera citt\u00e0! Non ripetete le sue parole! Tappatevi le orecchie, non ascoltate il suo delirio! Viaaaa!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estote parati\u2026ricordando Antigone di Antonio Amato La notissima locuzione latina, che riecheggia nel Vangelo di Matteo laddove si ammonisce essere imperscrutabile all\u2019uomo l\u2019ora nella quale il Figlio dell\u2019Uomo verr\u00e0, rammenta l\u2019imperativa necessit\u00e0 di farsi trovare preparati di fronte ad eventi ipotizzabili ma ai quali non \u00e8 possibile attribuire una esatta collocazione cronologica. Il 31 gennaio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20546"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20546"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23786,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20546\/revisions\/23786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}