{"id":20569,"date":"2020-05-11T09:48:07","date_gmt":"2020-05-11T07:48:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/2020\/05\/la-nostra-fase-2-di-sara-bartola\/"},"modified":"2020-10-06T13:50:46","modified_gmt":"2020-10-06T11:50:46","slug":"la-nostra-fase-2-di-sara-bartola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/2020\/05\/la-nostra-fase-2-di-sara-bartola\/","title":{"rendered":"La nostra fase 2 di Sara Bartola"},"content":{"rendered":"<p>Questo temporale sta lavando il nostro ospedale. Pochi pazienti ormai. Sembra di rivivere la pioggia purificatrice de \u201cI promessi sposi\u201d alla fine della peste.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nRipenso a tutta la vicenda. <\/p>\n<p>Smonto di guardia quella domenica. Un cerchio silenzioso di dirigenti all\u2019ingresso dell\u2019ospedale. Una riunione in emergenza. Si palpa tensione, paura, sgomento. Ci\u00f2 che si ventilava come ipotesi \u00e8 entrata a mo\u2019 di tempesta nella nostra realt\u00e0: la pandemia. Mi siedo e ascolto. C\u2019\u00e8 da rivoluzionare un intero sistema sanitario nel pi\u00f9 breve tempo possibile.<\/p>\n<p>Immane il lavoro di tutti per organizzare percorsi, materiali, risorse umane. Si spostano i pazienti residui in altre strutture sanitarie che fungono da cuscinetto al nostro ospedale; si sposta l\u2019ingresso; si allestiscono spogliatoi e docce; si organizzano le lavanderie; si repertano materiali di protezione per il personale; la farmacie \u00e8 in fermento nel reperire materiali di tutti i tipi; si allertano e coordinano tecnici e amministrativi di ogni ordine e grado; si organizzano percorsi; si chiudono e riconvertono reparti; si d\u00e0 dimostrazione pratica di vestizione e svestizione; si organizzano turni lavorativi nuovi con personale dislocato dall\u2019abituale reparto di pertinenza. Tutto nel giro di pochissimi giorni. Organizzazione titanica.<\/p>\n<p>Il personale sanitario. Noi non fiatiamo. Capiamo il momento storico al quale siamo chiamati a partecipare. Ci guardiamo leggendo paura ognuno negli occhi dell\u2019altro. Organizziamo la nostra vita familiare. Molti che abitano lontano da qui si isolano in questa citt\u00e0 in appartamenti estivi; altri si isolano in stanze o taverne dal resto della famiglia per un numero ancora ignoto di giorni; nessuno va a trovare genitori anziani. Siamo tutti terrorizzati di ammalarci e di ammalare in nostri familiari. Autoisolamento all\u2019ennesima potenza. Ci facciamo coraggio. Iniziamo. <\/p>\n<p>Nelle stanze all\u2019ingresso dei reparti ci sono dei cartelli appesi per ricordare i vari passaggi della vestizione. Il primo cartello recita \u201ccalma\u201d. Devono averci letto nel pensiero! Iniziamo. Quindi calma. Prima i guanti,  poi i calzari, la tuta, altri guanti, occhiali, mascherina, cuffia\u2026.oddio\u2026forse era tuta-calzari-guanti? Si ricomincia, leggi meglio. Calma\u2026<\/p>\n<p>Si entra. Fruscio dei nostri passi con i calzari in plastica. Sembra di essere sospesi in un\u2019altra dimensione.  Non riconosci i colleghi presenti in reparto intabarrati cos\u00ec: scriviamo i nomi sulle tute. Non pi\u00f9 un cellulare accanto che ti connette con il fuori di qui, non pi\u00f9 un taschino dove riporre una penna o un cordless, non \u00e8 pi\u00f9 possibile soffiarsi il naso, mangiarsi una caramella, bere un po\u2019 d\u2019acqua o andare a fare la pip\u00ec: non pi\u00f9 cento altre ovviet\u00e0 che questa nuova modalit\u00e0 di lavoro ha spazzato via. Accogliamo i primi pazienti che vengono ricoverati in massa. Seguiamo i protocolli, studiamo le comorbidit\u00e0. Somministriamo ossigeno, Cpap, ventimask, somministriamo farmaci, nutrizioni. A volte, purtroppo, dobbiamo somministrare morfina. Molti vengono da altre realt\u00e0 ospedaliere. Cerchiamo di essere pi\u00f9 professionali e umani che possiamo. Sono persone sole per isolamento: i familiari non possono ovviamente entrare. I pi\u00f9 sono vecchietti. Ci occupiamo dell\u2019igiene personale e cerchiamo di farli mangiare perch\u00e9 questa malattia d\u00e0 un\u2019astenia tale da non riuscire neppure ad alzare una forchetta. Cerchiamo di tenerli in contatto con i loro congiunti con cellulari, cordless e con tablet donati. Ci giungono voci che una di noi \u00e8 intubata in rianimazione e che anche la primaria della rianimazione si \u00e8 ammalata. Sgomento di tutti. La paura sale. Lo pneumologo gira come un pazzo per assistere a tutti i malati. I rianimatori salgono al volo aiutandoci con le ossigenazioni. Infermieri specializzati inseriscono picc. I tecnici di radiologia passano costantemente con il loro catafalco a fare lastre. Stranamente le consulenze in questo momento storico, a differenza di ci\u00f2 che succedeva nella normalit\u00e0, non tardano a venire. La squadra delle pulizie \u00e8 puntuale e maniacale. Leggo un articolo di un paziente morto in altro ospedale: un articolo terrificante dove il vecchietto era profondamente ferito dall\u2019indifferenza del personale sanitario ed \u00e8 morto solo in mezzo all\u2019indifferenza e alla freddezza del personale che lo avrebbe dovuto assistere. Mi sono detta beh, non noi, non siamo cos\u00ec, noi siamo umani. Ho visto festeggiare compleanni di pazienti in reparto, ho visto regalare riviste ai degenti, ho visto imboccare le persone e scherzare con loro. Chiamarle per nome. Ho visto portare un gelato a una ragazza down che reclamava la mamma; ho visto regalare rasoi e schiuma da barba. Ho visto tanti piccoli atti di umanit\u00e0 che mi fanno dire che noi siamo belli. <\/p>\n<p>Ora tutto questo sta per finire. Questo siamo stati. Ognuno di noi ha una nuova pagina scritta nel libro della sua vita.<\/p>\n<p>La nostra fase due \u00e8 stata tornare a fare i Medici. Non pi\u00f9 Chirurghi, non pi\u00f9 Chirurghi colo-rettali, solo Medici, \u201csolo\u201d\u2026..<\/p>\n<p>Sara Bartola<br \/>\nUCP Civitanova Marche<br \/>\nUOC Chirurgia generale <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.siccr.org\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/La-nostra-fase-due-di-Sara-Bartola-SICCR.pdf\">Clicca qui per scaricare l&#8217;allegato<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo temporale sta lavando il nostro ospedale. Pochi pazienti ormai. 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