{"id":22584,"date":"2022-07-27T11:05:57","date_gmt":"2022-07-27T09:05:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/2022\/07\/e-scomparso-il-collega-e-amico-giuseppe-gagliardi-chirurgo-colorettale-alluniversita-di-chicago-usa-e-editor-in-chief-di-techniques-in-coloproctology\/"},"modified":"2023-10-20T12:13:41","modified_gmt":"2023-10-20T10:13:41","slug":"e-scomparso-il-collega-e-amico-giuseppe-gagliardi-chirurgo-colorettale-alluniversita-di-chicago-usa-e-editor-in-chief-di-techniques-in-coloproctology","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/2022\/07\/e-scomparso-il-collega-e-amico-giuseppe-gagliardi-chirurgo-colorettale-alluniversita-di-chicago-usa-e-editor-in-chief-di-techniques-in-coloproctology\/","title":{"rendered":"\u00c8 scomparso il collega e amico Giuseppe Gagliardi, chirurgo colorettale all&#8217;Universit\u00e0 di Chicago (USA) e  editor-in-chief  di Techniques in Coloproctology"},"content":{"rendered":"<p>Giuseppe si portava addosso una brutta malattia, con la quale conviveva, tra alti e bassi.<!--more--> Fortuna che il &#8220;top&#8221; nella cura del suo male era un professore dell&#8217;Universit\u00e0 di Chicago. Dove Giuseppe lavorava ormai da qualche anno a ottimo livello. Questo gli ha allungato la vita. Ma miracoli non se ne possono fare\u2026<\/p>\n<p>Il padre era un imprenditore di Napoli e la madre una psicanalista altoatesina. Due caratteri opposti, come potete immaginare. E infatti aveva preso un po&#8217; dall&#8217;uno e un po&#8217; dall&#8217;altra.  Era &#8220;uno scugnizzo riservato&#8221;\u2026se posso usare questa espressione, che credo renda l&#8217;idea. Comunque, un irrequieto.<\/p>\n<p>Dopo aver assaggiato da giovane gli avvelenati ambienti dell&#8217;accademia italiana (si era laureato a Napoli), ne rimase, come altri, insoddisfatto e, dopo un passaggio al St Mark&#8217;s Hospital di Londra (lavor\u00f2 e pubblic\u00f2 con Peter Hawley) prese il diploma, difficilissimo da conseguire, per lavorare negli Stati Uniti. Fu l\u00ec che spos\u00f2 una bella ragazza, croato-argentina, identica a Valentina di Crepax. Da cui \u2026ahilui\u2026 si separ\u00f2 dopo pochi anni.<\/p>\n<p>In USA si mosse da un posto all&#8217;altro, sempre Istituzioni di prestigio, con capi di prestigio. Ma Giuseppe aveva addosso una buona dose di instabilit\u00e0 e molto spirito d&#8217;avventura. Non era mai contento, cercava sempre posti nuovi e migliori. Coi suoi capi all\u2019inizio era in armonia, ma poi entrava in conflitto.<\/p>\n<p>Irrequieto com&#8217;era, prov\u00f2 a rientrare in patria, e fu qui in Italia, soprattutto a Roma, che cozz\u00f2 contro un sistema totalmente chiuso a quelli bravi che venivano da famosi centri stranieri. Un po&#8217;, devo essere sincero, ci metteva del suo. Non di rado (e questo lo posso dire perch\u00e9 ha lavorato con me per anni) ascoltava in silenzio direttive diagnostiche e terapeutiche del tale o del tal altro professore, ma aveva dipinto in faccia ci\u00f2 che stava pensando: &#8220;in America \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa&#8221;.<\/p>\n<p>E cos\u00ec trascorse periodi brevi in Universit\u00e0 italiane, naturalmente non ricevendo quella che ogni &#8220;giovane chirurgo&#8221; desidera, ovvero la possibilit\u00e0 di avere dei &#8220;suoi&#8221; pazienti e poterli operare quando e quanto pi\u00f9 lo riteneva giusto.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 diversi anni con me, in ambiente privato, a Roma, a Villa Flaminia, dove poteva presentarsi non come &#8220;dipendente&#8221; di Pescatori, ma come &#8220;associato&#8221; a Pescatori. Sembrava abbastanza soddisfatto. Faceva le sue colonscopie e qualche intervento. Ma soprattutto lavorava a tempo pieno alla crescita di &#8220;Techniques in Coloproctology&#8221;, che da poco aveva un decente &#8220;impact factor&#8221;. Intorno a 1.5. Arriv\u00f2 a 2.4 quando la lasciai io e, perch\u00e9 chi legge capisca quanto era in gamba, con lui Editor-in-Chief raggiunse 3.8 in due anni! All&#8217;incirca lo stesso valore di Surgery, diretta da Wexner, che rappresenta per\u00f2 migliaia di chirurghi americani e Colorectal Disease, che ha dietro di s\u00e9 la societ\u00e0 dei chirurghi colorettali britannici e la societ\u00e0 europea di colonproctologia.<\/p>\n<p>Ricordo che mi impression\u00f2 per la sua capacit\u00e0 di scrivere un lavoro scientifico ad alto livello, quando prepar\u00f2, con fotocopie, libri e pezzi di testo del nuovo articolo freneticamente sparsi sul pavimento, una &#8220;submission&#8221; sulle complicanze dopo la Starr, uno studio multicentrico SICCR con lui primo nome, che usc\u00ec poi su Dis Colon Rectum. Sembrava arroventato dal &#8220;fuoco della scienza&#8221;.<\/p>\n<p>Alla fine torn\u00f2 negli Stati Uniti, questa volta definitivamente. Fu chirurgo colo-rettale autonomo e con ottima casistica a Chicago. Di l\u00ec fece una puntata a Fortaleza, in Brasile, dove perfezion\u00f2 le sue capacit\u00e0 di fare delle buone eco trans-anali sotto la guida di Sthela Regadas, una delle migliori ecografiste anorettali al mondo.<br \/>\nEra una persona molto colta Giuseppe. Leggeva parecchi libri, ogni tanto me ne consigliava qualcuno. Divent\u00f2 esperto di filosofia orientale e pratic\u00f2 a lungo lo yoga. Speriment\u00f2 tutti i climi americani, dal caldo umido di New Orleans al vento gelido di Chicago.  Ricordo che mesi fa, pessimista come sono\u2026, gli mandai il mio cv e gli chiesi se alla mia morte avrebbe potuto scrivere, insieme a Steve Wexner, il mio OBITUARY su Techniques. Mi rispose: &#8220;Guarda Mario che \u00e8 pi\u00f9 probabile che sia tu a scrivere il mio\u2026&#8221;. Pensai: &#8220;Ma va\u2026&#8221;. Invece aveva ragione lui, purtroppo.<\/p>\n<p>A te Giuseppe amico mio, va un commosso ricordo. Grazie per quello che hai fatto per la nostra Societ\u00e0.<\/p>\n<p>Mario Pescatori<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe si portava addosso una brutta malattia, con la quale conviveva, tra alti e bassi.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22584"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22584"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23744,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22584\/revisions\/23744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siccr.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}