POP-Q (Pelvic Organ Prolapse Quantification system)

vedi PC test.

Acronimo inglese che indica un metodo di misurazione del prolasso degli organi pelvici. In ostericia-ginecologia è da tempo ritenuto acquisito, il fatto che il parto vaginale costituisca il maggior fattore di rischio per il prolasso degli organi pelvici, detto in modo più generico prolasso genitale. Tuttavia, nullipare affette da malattie dei tessuti connettivi ( es. sindromi di Marfan o di Ehlers-Danlos) o da spina bifida sono esposte, a causa di una debole funzione muscolofasciale del pavimento allo sviluppo di diversi tipi di prolassi pelvici, potendosi presentare casi avanzati di prolasso pelvico in giovane età. Un gran numero di classificazioni della gravità del prolasso è in uso non solo in ambito ginecologico. Quelle più note come l’half way system (vedi) distinguono 3 gradi di prolasso. Per migliorare
l’accuratezza delle valutazioni cliniche, la ICS ha ideato il POP-Q dimostrandone l’elevata affidabilità inter-osservatore. Il _ _ consente di identificare i cambiamenti fisici nelle singole pazienti e la comparazione tra le casistiche.. La classificazione per gradi HWS (Half Way System) standardizzata nel 1972 da Baden e Walker, è più
semplice rispetto alla classificazione dell’ICS.21 Quest’ultima tuttavia è più completa, e con il POP-Q (Pelvic Organ Prolapse Quantification system) consente una valutazione della posizione anatomica dei visceri pelvici con possibilità di esprimere dati confrontabili con precisione. L’HWS presuppone comunque una accurata definizione dei segmenti e siti anatomici di valutazione del profilo vaginale. Per il segmento anteriore i siti anatomici sono uretra e vescica, per quello superiore cervice e fornice posteriore e per il segmento posteriore retto e centro tendineo del perineo. I punti anatomici fissi di riferimento sono rappresentati dal piano delle spine ischiatiche, dall’imene, dal piano della massima discesa del viscere prolassato (al di fuori del canale vaginale). Il piano delle spine ischiatiche (che in un profilo vaginale normale si proietta nella metà superiore della vagina) rappresenta il livello di una normale posizione
anatomica. Il piano dell’imene rappresenta il grado 2 di discesa, il piano della massima discesa rappresenta la massima dislocazione possibile fuori dal canale vaginale e definisce il grado 4 di discesa. I gradi 1 e 3 di discesa definiscono una posizione del segmento prolassato intermedia, cioè a metà strada, tra la posizione 0-2 e 2-4. Durante le condizioni di massima spinta, nelle donne con normale supporto pelvico, la cervice uterina o la cupola vaginale si proiettano a livello delle spine ischiatiche, mentre l’uretra, la vescica, il Douglas ed il retto non oltrepassano la metà superiore della vagina. Attraverso il bottone del POP-Q si accede ad una legenda che guida sia alla complessa misurazione dei 9 elementi (Aa, Ba, C, Ap, Bp, D, gh, pb e tvl), che alla determinazione dello stadio del prolasso 0..4. Il bottone “Elevatore di Baden” a sua volta aiuta nella valutazione dei difetti fasciali.22 Con l’elevatore si individuano i difetti della fascia pelvica (pubocervicale e rettovaginale): difetto centrale (dc), laterale destro o sinistro (dl) o trasversale (t) a livello delle pareti vaginali anteriore (a) o posteriore (p). Nella sintesi dell’IPGH a livello del perineo anteriore (V) si definisce il grado (0..4 con il sistema “half-way”) del colpocele anteriore (a1 uretrocele, a2 cistocele), dell’isterocele o voltocele (s / superiore), del colpocele posteriore (p, el enterocele/elitrocele). Il rettocele (rc) viene descritto nella v